mercoledì 7 novembre 2012

Adesso! voto Matteo Renzi: Ivan Fuschini

Sono stato segretario della FGCI del comune di Ravenna, responsabile della commissione ceti medi del PCI, assessore al Comune di Ravenna, segretario provinciale della CNA e responsabile regionale CNA costruzioni. Al termine del mio incarico di amministratore pubblico, dopo 7 anni e mezzo, nel 1982, le mie condizioni economiche erano ancora più modeste di quando entrai nella Giunta comunale nel 1975. Oggi sono al termine del mio incarico professionale ed avrò dal 1 gennaio 2013 unicamente una pensione, di tutto rispetto, anche se il mutuo sulla prima casa fino al 2017 la renderà modesta come quella della stragrande maggioranza delle persone italiane. Di ciò non ho nessun dispiacere, il sentimento di insofferenza che il 1968 mi ha impresso verso le ingiustizie e i privilegi è più che mai vivo. Ho il necessario, quello che manca credo non solo a me, ma alla stragrande maggioranza delle famiglie è la speranza in un futuro migliore, specie per i figli. Perché la mia scelta a favore del Sindaco di Firenze? Perché penso che il governo del Paese abbia bisogno di una stagione nuova e di uomini e donne nuove. Credo sia necessario un cambiamento non solo nel modo di governare, ma anche di facce e di generazioni. Questo è quello che sento, quello che percepisco conversando con gli amici o discutendo con artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, liberi professionisti ed altre figure sociali. Penso che Matteo Renzi possa rappresentare meglio di chiunque altro, soprattutto per i giovani, un punto di riferimento per continuare l’opera di rinnovamento e di risanamento che il governo Monti dopo aver salvato il Paese, ha avviato a fatica e con contraddizioni. Esistono strati di popolazione per i quali è labile il concetto di destra e sinistra; quello che chiedono è pulizia, onestà e impegno serio e competente per risolvere i problemi della Nazione. Enrico Berlinguer, in un periodo più radicale di scontro anche per la situazione mondiale dell’epoca, riuscì a catalizzare la fiducia e il voto di tante persone che non erano di sinistra. Il suo insegnamento credo sia oggi più che valido, non più condizionato da campi contrapposti (e questo auspico sia colto anche da Matteo Renzi), specie quando affermava che occorreva essere innovativi e conservatori allo stesso tempo, nel senso di mantenere ciò che è valido e cambiare ciò che è negativo e deleterio per il Paese. C’è bisogno di un salto culturale e di una coscienza più sensibile in tutti noi, è necessaria non solo l’indignazione, ma un grande impegno progettuale per uscire dal pantano di questo ultimo decennio. Lo Stato italiano ha necessità di essere rinnovato, ammodernato e sburocratizzato, ma lo Stato siamo anche noi, dobbiamo rispettarlo. Occorre investire sullo Stato: la spesa pubblica, quando è produttiva, crea ricchezza, aiuta il Paese ad uscire dalla crisi. Anche i partiti vanno rinnovati per rendere verità diffusa che non tutti i politici sono ladri e disonesti, ma che al contrario la stragrande maggioranza, trascurando se stessi e la propria famiglia, è impegnata a risolvere i problemi del Paese. Occorre dire basta all’evasione e alla fuga di capitali all’estero; occorre dire basta alle ruberie, alla distrazione e allo sperpero di danaro pubblico e lavorare con forza sulle grandi priorità: Europa – finanza – sicurezza - legalità Impresa – lavoro - green economy - made in italy - rigenerazione edilizia urbana - Ecologia - energie rinnovabili - tutela del territorio - turismo - Scuola – ricerca – cultura – formazione – innovazione - Salute – sanità - Stato sociale – immigrazione. Per queste politiche che ritengo importanti, la scelta di Matteo Renzi mi pare la più efficace. In un momento così difficile sarebbe auspicabile un salto di qualità da parte di tutti sui programmi e sulle cose da fare. La dialettica e il confronto serrato sono positive, ma vanno evitate le polemiche aspre ed offensive, specie quelle sul piano personale. Le primarie sono un fatto molto importante e valido, l’abbiamo visto per l’elezione del segretario del PD e per le candidature dei Sindaci e dei Presidenti di Regione. Questo modo democratico che il PD si è dato per scegliere le proprie donne e i propri uomini migliori nelle responsabilità politiche e pubblica sono certo che diventerà prassi per tutti i partiti. Per le primarie si voti come sempre si è fatto, contribuendo in modo volontario con versamenti a partire da un euro, controllando chi vota attraverso le liste elettorali e invitando eventuali iscritti e dirigenti di altri partiti contrapposti a lasciar perdere le furbizie. L’Italia è il nostro Paese. Ivan Fuschini

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